L'etica del potenziamento umano

L’etica del potenziamento umano

December 15, 2014
in Category: Evoluzione
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L’etica del potenziamento umano
Il potenziamento umano è eticamente complesso e fonte di divisioni. Un progetto dell’UE ha studiato gli atteggiamenti tra i francesi e tra i britannici, giungendo allo sviluppo e al chiarimento della questione e a un nuovo quadro generale per la discussione.
Essenzialmente, l’espressione potenziamento umano descrive il potenziamento della salute, del benessere o delle capacità dell’uomo ottenuti attraverso le biotecnologie. Le opinioni in merito all’etica del tema sono complesse e si estendono sull’intero spettro delle possibilità, da chi è decisamente a favore a chi è assolutamente contro.
L’UE ha finanziato il progetto FABRICED, diretto a studiare le differenze tra gli atteggiamenti dei francesi e dei britannici nei confronti del potenziamento umano. Lo studio, con sede all’University of Bristol (Regno Unito) è durato due anni, a partire da settembre 2011. La ricerca aveva anche l’intento di contribuire al dibattito e di esplorare il tema in un più ampio contesto europeo.

Nello svolgimento delle indagini, il progetto ha intervistato 24 eminenti esponenti del mondo accademico nei paesi oggetto di studio e ha partecipato a numerose conferenze e altri momenti di discussione. Una delle conferenze rivestiva carattere pubblico. Il team ha anche creato una rete di ricercatori e uno speciale gruppo di interesse; inoltre ha redatto varie domande di finanziamento.

Di conseguenza, il consorzio ha maturato una più vasta comprensione del significato del termine potenziamento nel discorso etico politico e il ruolo delle bioscienze. Inoltre, lo studio ha costituito una base comune per un futuro dibattito etico e ha arricchito la discussione attraverso nuove prospettive disciplinari. Si prevedono numerose pubblicazioni accademiche e divulgative.

FABRICED ha sviluppato e chiarito le questioni etiche inerenti al potenziamento umano che potrebbero condurre a linee guida politiche più precise per l’Europa.

Pubblicato da Cordis

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